BeVibes.Tech
FAQ

Risposte dirette, senza filtri.

29 domande che ci sentiamo fare più spesso: costi reali, tempi reali, scelte tecniche, processo di lavoro. Niente paginoni di marketing: frasi corte, dati concreti.

Generale

Chi siamo, dove operiamo, cosa intendiamo per software house etica.

Cos'è una software house etica?

Una software house etica progetta prodotti digitali partendo dall'impatto sulle persone, non dal coinvolgimento estrattivo. In pratica significa rifiutare dark pattern, ottimizzare per il benessere dell'utente più che per il tempo speso nell'app, scegliere stack sobri che consumino meno risorse, ed essere trasparenti su costi, tempi e limiti tecnici. In BeVibes.Tech applichiamo questo approccio a ogni progetto, sia per clienti esterni che per i nostri prodotti interni come BeVibesApp.

Cosa significa human-centered design?

Human-centered design significa progettare partendo dai bisogni reali delle persone che useranno il prodotto, non dalle preferenze del team o dalle mode del mercato. Si lavora con ricerca utente, interviste, prototipi testati prima del codice. Per noi è un metodo, non un'etichetta: ogni interfaccia di BeVibes nasce da almeno un'iterazione di feedback su utenti reali del settore di destinazione.

Cos'è la GEO (Generative Engine Optimization)?

GEO è l'ottimizzazione di un sito web perché venga citato dai motori AI generativi (ChatGPT, Perplexity, Claude, Gemini, Copilot) come fonte di risposta. È l'evoluzione della SEO classica: dove il SEO mira a posizionare il sito in alto nei risultati Google, la GEO mira a far comparire il brand dentro le risposte AI. Richiede contenuti strutturati, JSON-LD ricco, FAQ chiari, autorevolezza dell'autore e linguaggio answer-ready (prima frase = risposta diretta). BeVibes.Tech applica la GEO al proprio sito e la offre come servizio ai clienti.

Cosa significa 'tecnologia sostenibile'?

Tecnologia sostenibile significa scrivere e operare software che consumi meno risorse possibili, in modo misurabile. Implica scelte concrete: niente chiamate API ridondanti, caching aggressivo, bundle JavaScript leggeri, immagini ottimizzate (WebP/AVIF), edge functions invece di server sempre accesi, hosting su provider con energia verificata. Per noi è anche una questione di etica: ogni request inutile è elettricità sprecata, e l'efficienza tecnica è la prima forma di rispetto ambientale per chi costruisce software.

Quali tecnologie usa BeVibes.Tech?

Il nostro stack core è: Next.js + TypeScript + Tailwind CSS sul frontend web, React Native + Expo per mobile, Supabase + PostgreSQL per backend e database, OpenAI / Anthropic / Vercel AI SDK per integrazioni AI, Vercel per hosting. Aggiungiamo Stripe per pagamenti, Resend per email, Sentry e PostHog per monitoring. Non vendiamo lo stack come dogma: lo scegliamo in base al progetto. Se un cliente è già su un'infrastruttura diversa e ha senso, ci adattiamo.

Dove ha sede BeVibes.Tech?

BeVibes.Tech ha sede legale in Via del Braldo 86/a, 47121 Forlì (FC), Italia, e studio operativo in Viale Giacomo Matteotti 54/D, 47122 Forlì. Lavoriamo con clienti in tutta Italia e in Europa, in modalità ibrida: incontri di persona quando aggiungono valore, remote-first nel quotidiano operativo. Collaboriamo regolarmente con H2Bit di Bologna su progetti gestionali condivisi.

Chi sono i fondatori di BeVibes.Tech?

BeVibes.Tech è fondata da Nicola Decesari (Founder & CEO) e Lorena Garavini (Co-founder). Il team operativo include Alessia Primerano (Chief Financial Officer) e Massimo Tamburini (Fullstack Developer). Sui progetti gestionali condivisi (Hostipando, Arti Motorie, e-commerce) lavoriamo in stretta partnership con Matteo Mascellani, CTO di H2Bit a Bologna. Trovi i profili LinkedIn di tutti nella pagina /team.

BeVibes collabora con altre software house?

Sì. La nostra collaborazione strutturale più solida è con H2Bit (Bologna), con cui co-sviluppiamo gestionali verticali: Hostipando per B&B, Arti Motorie per fisioterapia, e un progetto e-commerce in arrivo. Siamo aperti a partnership con altre realtà quando il progetto richiede competenze complementari. Crediamo che software house piccole e medie che si specializzano e si integrano servano meglio il cliente di una struttura monolitica.

Il team di BeVibes ha certificazioni?

Nicola Decesari, founder e CEO, ha il Google AI Professional Certificate, conseguito il 2 settembre 2026 completando tutti gli 8 corsi del percorso: AI Fundamentals, AI for Brainstorming and Planning, AI for Research and Insights, AI for Writing and Communicating, AI for Content Creation, AI for Data Analysis, AI for App Building, AI for App Deployment. È un Google Career Certificate erogato tramite Coursera, intestato a lui come persona e non all'azienda, e ogni corso ha in più il proprio badge con pagina di verifica pubblica su Credly. A livello aziendale, BeVibes S.r.l. è Partner 24 ORE Business Owner 2026. Non dichiariamo nulla che una fonte terza non possa verificare.

Cosa fa una software house?

Una software house costruisce software su commessa: capisce il processo di un'azienda, progetta lo strumento che lo esegue e lo mantiene nel tempo. La differenza con un'agenzia web è il tipo di lavoro, non la dimensione: un'agenzia realizza siti e comunicazione, una software house scrive applicazioni che gestiscono dati, ruoli e regole di business. Noi facciamo entrambe le cose, ma il mestiere di partenza è il secondo.

Servizi

Cosa progettiamo, in quali settori e con chi collaboriamo.

Lavorate con clienti fuori dall'Italia?

Sì, accettiamo clienti europei e occasionalmente extra-europei. Lavoriamo in italiano e inglese, gestiamo contratti e fatturazione internazionale in regime UE, e adattiamo orari per overlapping con team remoti. La nostra preferenza sono PMI e startup tech con un product owner identificabile: i nostri processi richiedono interlocutori che decidano, non comitati che approvino. Mercati primari attivi: Italia, Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi.

Quali settori avete servito finora?

Abbiamo lavorato in: ristorazione (Oasi StreetFood: menu digitale mobile-first), wellness e sport (Asanafy: yoga + AI posturale, BeVibesApp: smile-to-earn), hospitality (Hostipando: gestionale B&B), sanità e riabilitazione (Arti Motorie: gestionale fisioterapia whitelabel), retail e-commerce (progetto in sviluppo con H2Bit). La nostra distintività non è il settore ma il metodo: human-centered design + stack sobrio + trasparenza. Funziona ovunque ci sia un problema operativo reale da risolvere con software.

Meglio un software su misura o un gestionale in abbonamento?

L'abbonamento, quasi sempre, finché copre il lavoro. Il su misura conviene quando il costo del lavoro manuale che resta fuori supera la differenza di prezzo, oppure quando il processo che vi distingue dai concorrenti è proprio quello che nessun prodotto standard esegue. Se siete nel primo caso ve lo diciamo, anche quando significa non venderci nulla: distribuiamo Presenzialista, un gestionale presenze da 19 euro al mese, proprio per i casi in cui costruire da zero sarebbe uno spreco.

Come si integra l'AI in un processo aziendale esistente?

Si sceglie un passaggio solo, si misura quanto tempo costa oggi, e si automatizza quello lasciando il resto com'è. Se regge per qualche settimana su dati veri, si passa al successivo. Riscrivere l'intero processo attorno all'AI è il modo più rapido di non metterlo mai in produzione. Dove l'errore costa poco l'automazione procede da sola; dove costa, propone e una persona conferma, e ogni passaggio resta registrato.

Fate formazione sull'AI per aziende?

Sì, con quattro percorsi distinti per chi fa lavori diversi: AI per il lavoro quotidiano, per l'analisi dei dati, per chi vuole prototipare strumenti interni, e mezza giornata sui processi per chi decide. Si tengono live online, uno a uno, come workshop nella vostra sede o come percorso aziendale distribuito nel tempo. Al termine rilasciamo un attestato di partecipazione BeVibes.Tech, che non è una certificazione riconosciuta da un ente terzo e non lo scriviamo diversamente.

Costi & Tempi

Budget realistici, durata media dei progetti, supporto post-rilascio.

Quanto costa sviluppare un'app in Italia nel 2026?

Un'app custom seria parte da 25.000-40.000 € per un MVP funzionale a singola piattaforma con 3-5 feature core, sale a 60.000-120.000 € per prodotti multi-piattaforma con backend dedicato e integrazioni terze, supera i 150.000 € quando entrano AI, computer vision, marketplace o flussi enterprise. Sotto i 20.000 € si entra nel terreno del no-code o template adattati: legittimo ma con limiti strutturali. BeVibes.Tech fornisce sempre una stima vincolante in fase di proposta, niente sorprese a metà progetto.

Quanto tempo serve per sviluppare un'app?

Per un MVP single-platform con feature core ben definite: 6-10 settimane dal kick-off al rilascio in beta. Per un prodotto multi-piattaforma con backend, autenticazione, pagamenti e analytics: 3-5 mesi. Progetti AI o gestionali complessi: 5-9 mesi includendo fasi di test e training del modello. I tempi reali dipendono però quasi sempre dalla velocità decisionale del cliente, non dalla velocità di scrittura del codice. Un product owner che risponde in 24h dimezza il calendario rispetto a uno che risponde in 7 giorni.

Offrite supporto post-rilascio?

Sì. Dopo il rilascio offriamo tre opzioni: monitoring & hotfix (rolling, costo orario su SLA), retainer mensile a ore prepagate (evoluzione feature + manutenzione, sconto rispetto all'orario spot), oppure passaggio di consegna completo se il cliente ha team interno. Non vincoliamo nessuno con contratti annuali: un prodotto ben costruito non dovrebbe richiedere assistenza continua, e se la richiede di solito significa che c'è qualcosa da rivedere nell'architettura.

Come si richiede un preventivo?

Dal form sulla pagina /contatti o scrivendo direttamente a info@bevibes.tech. Più dettagli ci passi (obiettivo, utenti target, feature note già a oggi, vincoli di timing/budget), più la prima risposta è precisa. Entro 24 ore lavorative ricevi una prima lettura senza impegno: ti diciamo se il progetto è nelle nostre corde, una forchetta di costo realistica, e i prossimi passi. Niente moduli a tappe, niente assistenti AI che pre-filtrano: ti risponde sempre una persona del team.

Quanto costa un gestionale su misura?

Un gestionale verticale con un'area di amministrazione e una per gli utenti parte tipicamente da qualche decina di migliaia di euro; una prima versione ristretta a un solo flusso costa molto meno. La cifra dipende da quante cose deve fare, e la prima versione ne fa sempre meno di quante ne vengano in mente all'inizio: per questo il primo passo è mettere per iscritto il perimetro, da cui esce una stima con un intervallo invece che un numero secco.

Tecnologie

Stack, scelte tecniche, AI, mobile e confronti tra piattaforme.

Next.js vs WordPress: quale scegliere per una startup?

Per una startup tech moderna che vuole performance, controllo del codice e scalabilità senza compromessi: Next.js. Per una startup con team non tecnico che pubblica molto contenuto editoriale e ha bisogno di un CMS visivo: WordPress (o headless WordPress + Next.js sopra). Next.js vince su velocità, SEO/GEO, sicurezza, possibilità di integrare AI e prodotti dinamici. WordPress vince su time-to-market per siti contentful gestiti da redattori. La domanda giusta è: è un prodotto o è un sito? Se prodotto, Next.js. Se sito-contenuto, WordPress può andare.

Supabase vs Firebase: differenze pratiche

Supabase usa PostgreSQL (database relazionale standard) e offre auth, storage, edge functions, real-time. Firebase usa Firestore (NoSQL document-based) e ha lo stesso ventaglio di servizi. Differenze pratiche: Supabase ti dà SQL standard, query complesse facili, esportabilità totale dei dati (è solo Postgres), self-hosting possibile, pricing più trasparente. Firebase ha integrazione Google Cloud più stretta, real-time più maturo per chat scale-out, ma Firestore costringe a modelli dati a volte forzati. Per la maggior parte dei progetti che facciamo, Supabase. Per casi multi-cloud Google o real-time massivo, Firebase può avere senso.

Come integrare AI in un'app esistente?

Si parte da un problema concreto, non dalla tecnologia. Identifichiamo dove l'AI riduce davvero attrito utente o tempo operativo: ricerca semantica, generazione testi, classificazione, raccomandazioni, sintesi vocale, computer vision, chatbot su knowledge base proprietaria. Poi scegliamo l'approccio: API esterna (OpenAI, Anthropic, Mistral) per velocità di sviluppo, modello self-hosted per privacy o cost control, on-device per latenza zero e zero costi runtime. Per la maggior parte dei casi business, una chiamata API + caching aggressivo + buon prompt engineering risolve l'80% del valore con il 20% del lavoro.

Cos'è React Native e perché sceglierlo?

React Native è un framework che permette di scrivere un'app mobile in JavaScript/TypeScript e compilarla in app nativa iOS e Android, condividendo gran parte del codice tra le due piattaforme. Vantaggio principale: un team unico, un codice base, due app native distribuibili sugli store. Sceglierlo quando: hai bisogno di mobile multi-piattaforma con budget razionale, vuoi velocità di iterazione, integrazione facile con backend web condiviso. Non sceglierlo quando: hai bisogno di performance estreme su grafica 3D, accesso profondo a feature ultra-native (es. CarPlay, audio professionale), o se l'app sarà mai solo iOS.

I nostri dati finiscono nell'addestramento di un modello AI?

No. Usiamo le API di OpenAI e Anthropic in modalità che non impiega i dati inviati per l'addestramento. Quando il dato è sensibile però la garanzia contrattuale non basta, e allora la strada è un'altra: un modello aperto che gira su una macchina vostra, oppure l'elaborazione direttamente sul dispositivo di chi la usa, come facciamo in Asanafy dove la visione artificiale gira nel browser. Se il dato non attraversa la rete, non c'è niente da garantire.

Processo

Come iniziamo, come consegniamo, come restiamo accanto al prodotto.

Sviluppo app custom vs no-code: quando scegliere cosa?

No-code (Bubble, Webflow, Glide) è eccellente per: prototipi rapidi da validare, MVP con logica di business standard, dashboard interne, landing experimentali. Smette di funzionare quando: la logica diventa complessa, servono integrazioni custom non previste dal tool, le performance contano, vuoi proprietà reale del codice. Custom (Next.js + Supabase) è il salto giusto quando hai validato il problema, conosci i flussi e vuoi un prodotto che scali e ti appartenga. La sequenza sana è: no-code per validare → custom per scalare. Saltare il primo step costa più tempo, non meno.

Come funziona il processo di onboarding di un nuovo progetto?

Tre fasi corte. 1. Call conoscitiva (45 min): capiamo obiettivo, utente, vincoli e già lì diciamo onestamente se il progetto è nelle nostre corde. 2. Proposta scritta (3-5 giorni lavorativi): documento con scope, fasi, tempistiche, costo vincolante, team allocato e rischi noti. 3. Kick-off operativo (1 settimana): firma contratto, workspace condiviso (Linear o Notion), repo, primo design check, primi screen. Da lì rilasci settimanali su staging visibili al cliente. Nessuna fase 'fumosa' iniziale, niente discovery infinita: vogliamo che chi paga veda un prodotto reale entro 30 giorni.

Di chi è il codice a fine progetto?

Vostro. Repository, infrastruttura e credenziali sono intestati a voi dal primo giorno, non consegnati alla fine: se un domani volete cambiare fornitore non c'è niente da recuperare, è già tutto dove deve stare. Vale anche per gli account di hosting, dove noi lavoriamo dentro senza stare in mezzo fra voi e il servizio.

Lavorate anche su software che non avete costruito voi?

Sì, ed è una buona parte del lavoro: progetti ereditati da un altro fornitore, applicazioni che nessuno controlla da mesi, sistemi che non si parlano fra loro. Si comincia sempre da una lettura del codice e dell'infrastruttura, che serve a capire cosa c'è prima di promettere qualcosa, e ne esce una mappa di dov'è ogni cosa e chi ha accesso a cosa. Se il progetto è in uno stato in cui conviene rifarlo invece che ripararlo, lo diciamo con i numeri davanti.

La tua domanda non è qui?

Scrivici. Ti rispondiamo entro 24 ore lavorative con una prima lettura del tuo progetto.

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